10 anni senza Luigi Comencini

Il 6 Aprile 2007 ci lasciava uno dei più grandi registi del cinema italiano.

10 anni senza Luigi Comencini

news del 05/04/2017

Ricorrono il 6 Aprile 2017 i 10 anni dalla morte di Luigi Comencini, nato a Salò (Brescia) l’8 Giugno del 1916, un regista che  ha attraversato la storia del cinema italiano a partire dal dopoguerra con un’attività vasta e varia, di difficile catalogazione, tanto che si è guadagnato etichette diverse tra loro quali regista dell’infanzia, padre del neorealismo rosa o della commedia all’italiana. Ad affascinare Comencini è stato fin da subito la struttura narrativa del romanzo di formazione, che ha saputo declinare in vari registri e generi, e la capacità di cogliere i mutamenti in corso nell’Italia del secondo dopoguerra.

Critico cinematografico e uno dei fondatori della Cineteca italiana a Milano, Comencini debutta nel film di finzione con Proibito rubare (1948) commissionato dalla Lux Film sull’onda del successo ottenuto in quegli anni da La città dei ragazzi di Norman Taurog. Dopo un film con Totò (L’imperatore di Capri, 1949), Comencini raggiunge il grande successo di pubblico con Pane, amore e fantasia  e il suo seguito, Pane amore e gelosia, dirigendo magistralmente Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida in due leggere ed autoironiche commedie sociali. Dopo La bella di Roma (1955), spassoso ritratto della Roma anni ’50 e La finestra sul Luna Park, il delicato racconto di un padre in crisi con il figlio, realizza uno dei suoi capolavori,  La ragazza di Bube ( 1963), dal romanzo di Carlo Cassola, dove torna ai temi drammatici e rivisita il tormentato momento di storia patria seguito all’armistizio dell’8 settembre 1948.

La produzione degli anni ’60 e ’70 si svolge su diverse linee tematiche e creative: dalle commedie parodistiche Il compagno Don Camillo (1965) e Italian Secret Service (1967), all’amara ironia di Delitto d’amore (1974) e Il gatto (1977), passando per la partecipazione a varie commedie sexy ad episodi come Basta che non si sappia in giro (1976) e Quelle strane occasioni (1976).

Ma il nucleo centrale della sua poetica rimane sempre il mondo dell’infanzia e l’opposizione tra innocenza ed esperienza, come si vede in Incompreso (1966), una delle sue opere più riuscite, tratta dal romanzo di Florence Montgmomery, ma anche in film come Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano (1969),  dove i rapporti sociali di una Venezia settecentesca sono osservati e smascherati da uno sguardo infantile, fino all’omaggio all’icona dei fanciulli al cinema, il rifacimento di Marcellino pane e vino (1991).

Qui sotto potete vedere una clip da L'imperatore di Capri e una da La finestra sul Luna Park.

 

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