Addio a Romero, il padre degli zombi al cinema

Ieri ci ha lasciato il grandissimo George A. Romero: un omaggio 

Addio a Romero, il padre degli zombi al cinema

news del 17/07/2017

Ci ha lasciato all'età di 77 anni un grande del cinema mondiale, Goerge A. Romero. Il minimo che possiamo fare è tratteggiare una breve incursione nella sua carriera, iniziata molto tempo fa, quando un Romero quattordicenne ha preso in mano per la prima volta una macchina da presa 8mm e ha fatto cadere un manichino in fiamme da una palazzina nel Bronx, creando il panico (il corto si intitola The man from the Meteor).

Dopo aver studiato arte a Pittsburgh, Romero fondò nei tardi anni ’60 la Image Ten Productions e racimolò quei 10.000 dollari che gli serviranno per produrre il suo capolavoro, uno degli horror più famosi di sempre riconosciuto unanimemente come il film che ha codificato il genere zombie movie: La notte di morti viventi (Night of the Living Dead, 1968). Girato in un grezzo bianco e nero con pellicola graffiata che accentuava l’effetto di verosimiglianza documentaria e usando attori non professionisti Romero inventa l’ultimo grande mito del cinema dell’orrore: la figura del morto vivente che contamina in maniera virale chi assaggia il suo morso e che finisce di fare danni solo una volta che gli viene spappolato il cervello.

In tutti i suoi film, e a partire da questo,  è sempre spiccata la componente allegorica di denuncia sociale (ne La notte dei morti viventi come presa di posizione netta contro la guerra in Vietnam, nel successivo Zombi contro il consumismo). Romero ha dichiarato: “In una società consumistica noi, come loro (i morti viventi), finiamo per comportarci in modo simile, come fossimo eterodiretti all'acquisto di cose e merci, senza controllo. “ (Nocturno, 2011)

Dopo lo straordinario successo di questo film capostipite, Romero sperimenta altri registri, mixando horror gore e psicologico in La stagione della strega (Hungry Wives, 1972), horror e paranoia fantascientifica ne La città verrà distrutta all’alba (The Crazies, 1973) e intensificando l’allegoria politica mentre sposta l’orrore su un piano prettamente psicologico in un altro capolavoro come Wampyr (Martin, 1979), per il quale collaborerà per la prima volta con il creatore di effetti speciali Tom Savini.

Dopo questo film, con Savini e senza la sua casa di produzione, Romero torna al genere dei morti viventi, dirigendo Zombi (Dawn of the Dead, 1978): perde però i diritti d’autore sul film regalandolo al dominio pubblico, e permettendo a noi di avere altri cult del filone zombie movie di matrice nostrana come Zombi 2 e Zombi 3 di Lucio Fulci. Ed è un altro italiano ad aver aiutato Romero in questo film, quello che diventerà amico e sodale da ora in poi, Dario Argento, che scrive la sceneggiatura con il regista e co-produce il film, dove il morbo ha ormai raggiunto dimensioni epidemiche e gli zombi errano in un grande magazzino.

Il film è un successo incredibile anche a livello commerciale ed è stato inserito nel 2003 nella lista dei film cult più importanti dalla rivista Entertainment Weekly .

Nel 1981 dirige l’insolito I cavalieri (Knightriders) dove traspone il mondo cavalleresco medievale in una comunità di motociclisti del Midwest, mentre nel 1985 completa la sua trilogia sugli zombi con Day of the Dead – Il giorno degli zombi, più cupo degli altri e dove la critica sociale prende di mira le follie dell’era di Reagan. Il 1988 è l’anno di Monkey Shines – Esperimento nel terrore, tratto da un romanzo di Michael Stewart, un thriller con protagonista l’inquietante scimmia Ella che esplora la sottile linea di divisione tra l’essere umano e l’animale; nel 1990 collabora con Dario Argento, diventato suo grande amico, per il film ad episodi concepito come un omaggio ad Edgar Allan Poe Due occhi diabolici (The Evil Eyes).

All’alba del nuovo millennio, a Romero è chiesto di occuparsi della sceneggiatura di Resident Evil II, ma la sua sceneggiatura è bocciata come poco commerciale (sembra sia facilmente reperibile in rete, qualora voleste testare con i vostri occhi). Nel 2000 dirige Bruiser – La vendetta non ha volto, ancora un’allegoria sulle perversioni dell’essere umano qui preda dell’oscuro sentimento della vendetta che si nasconde dietro ad una maschera di gesso.

Romero non abbandona l’amore per gli zombi e torna al cinema nel 2005 con La terra dei morti viventi (Land of the Dead), nel 2007 con Le cronache dei morti viventi (Diary of the Dead) e nel 2009 con Survival of the Dead, uscito in Italia solo in dvd. 

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