25 Aprile: la Liberazione in 4 film

Abbiamo scelto quattro clip da alcuni film del catalogo CG Entertainment per celebrare il 25 Aprile

25 Aprile: la Liberazione in 4 film

news del 24/04/2018

Roma città aperta di Roberto Rossellini (1945)

“Quest’inverno sembra che non debba finire mai.”

“Finirà Pina, finirà. E tornerà pure la primavera, e sarà più bella delle altre, perché saremo liberi. Bisogna crederlo. Bisogna volerlo.Vedi, io queste cose le so. Le sento. […] Io credo che sia così. Che non dobbiamo aver paura né oggi, né in avvenire. Perché siamo nel giusto, nella via giusta, capisci Pina? Noi lottiamo per una cosa che deve venire, che non può non venire. Forse la strada sarà un po’ lunga e difficile, ma arriveremo. E lo vedremo un mondo migliore. E soprattutto lo vedranno i nostri figli.”

Il generale della rovere di Roberto Rossellini (1959)

“E’ proprio questo il suo torto, di non aver fatto niente. Mi scusi, perché non ha fatto niente? Da 5 anni il mondo è in guerra, milioni di uomini sono morti, centinaia di città sono state rase al suolo, e lei non ha fatto niente.” Un detenuto ebreo a Scalise

Estate violenta di Valerio Zurlini (1959)

“Lo sapete che è proibito circolare sulla spiaggia dopo il tramonto?”

“No, non lo sapevamo.” 

“E che c’è la guerra lo sapete?”

Il terrorista di Gianfranco De Bosio (1964) 

 “E che se penso a quanti ci lasciarono la pelle. Nel ’20, ’22, per fermarli prima che arrivassero al potere, am più che la pelle, il lavoro, la casa. E poi mi viene in mente di dopo, sì, i miei ricordi cominciano molti anni dopo, quando tutti parevano soddisfatti. C’era quell’aria di noia della gente ormai sazia. Chi non era così non poteva più vivere insieme con gli altri. E c’è voluto questo macello, la vergogna, solo per poter ricominciare un discorso. Se ci penso, non so se è bene, ma a volte non ne posso fare a meno, di chiedermi se dopo, 20, 30 anni dopo tutto questo sarà finito, perché ormai è chiaro, ci si fa, chissà con quali perdite ancora, ma ci si fa, se dopo ci sarà di nuovo un periodo in cui la gente si lascerà addormentare, anestetizzare, da un po’ di pace e di abbondanza. L’abbondanza e la pace fanno comodo a tutti. A quei due di là. A noi due.”

 

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