A Jodorowsky il Pardo d'onore a Locarno 2016

Il regista cileno di origini russe sarà a Locarno per ricevere un premio speciale e con una retrospettiva dei suoi lavori cinematografici più importanti

A Jodorowsky il Pardo d'onore a Locarno 2016

news del 22/06/2016

Il 69° Festival di Locarno ( dal 3 al 13 Agosto) premierà uno dei nomi più importanti del panorama artistico contemporaneo, Alejandro Jodorowsky, con  il Pardo d’Onore Swisscom, e dedicherà al cineasta, scrittore, poeta e artista cileno una retrospettiva dei suoi film più importanti ed una conversazione aperta con il pubblico.

Figlio di russi esiliati in Cile, Jodorowsky si è trasferito da Tocopilla, una località costiera del Cile settentrionale, in Francia all’età di 23 anni, dove è stato per molto tempo assistente del mimo Marcel Marceau (lo avete mai visto in Barbarella?) e ha fondato insieme a Fernando Arrabal e Roland Topor il movimento teatrale Panique, con l’idea di riprendere e superare il surrealismo.

Al cinema è approdato prima con alcuni corti, poi trasponendo un’opera teatrale di Fernando Arrabal Il paese incantato – Fando y Lis, anche se a dargli notorietà internazionale sono stati prima El Topo (1971) e poi La  montagna sacra (1973)  (in entrambi  figura anche come attore protagonista).

Dopo il successo de La montagna sacra, Jodorowsky aveva in mente un progetto molto grande: portare sullo schermo con pellicola 70 mm il romanzo di fantascienza Dune di Frank Herbert. Il cast coinvolto era a dir poco interessante: musiche dei Pink Floyd, tra gli attori Dalì e Orson Welles, come scenografo addirittura Moebius (con cui Jodorowsky ha collaborato per la serie L’Incal). Il progetto saltò e fu un altro visionario a portarlo a termine, David Lynch, ma questo non turbò molto l’artista cileno: “ All'inizio ne ho molto sofferto perché pensavo di essere io l'unico in grado di realizzarlo. Sono andato a vedere il film con molta sofferenza, pensavo che sarei morto, ma quando ho visto il film mi è tornata l'allegria, perché il film è una merda.” (Intervista a cura di M. de Feo G. Giacobini, Alias supplemento de il manifesto, 4 luglio 1998)

Dopo Santa sangre (1988) Jodorowsky girerà nel 1991 Il ladro dell’arcobaleno con  Omar Sharif; poi ha fatto una lunga pausa come regista dedicandosi all’arte della psicomagia (una sorta di psicologia -filosofia che agisce attraverso happening e gesti rituali magici grazie anche all’ausilio dei tarocchi) e si è prestato al cinema come attore nel 2005 interpretando Ludwig van Beethoven in Musikanten di Franco Battiato e successivamente, nel 2007 tornando a recitare nei panni di sé stesso sempre per l'artista catanese in Niente è come sembra, mentre nel 2013 ha preso parte a Ritual – Una storia psicomagica, liberamente ispirato al suo romanzo autobiografico La danza della realtà. Ma è stato esso stesso a decidere di tornare sul grande schermo con un film tratto da questo libro: a Locarno verranno mostrati infatti il suo La danza de la realidad, selezionato al Festival di Cannes nel 2013, che segna il suo ritorno al cinema e Poesia sin fin presentato quest’anno alla Quinzaine des Réalisateurs, oltre a La montagna sacra e Santa Sangre.

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