Thelma di Joachim Trier

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Thelma di Joachim Trier

news del 29/10/2020

LA STORIA Thelma è una timida ragazza di provincia cresciuta in una famiglia molto religiosa e appena arrivata a Oslo per frequentare l’università. Qui conosce Anja e presto l’amicizia tra le due si trasforma in un sentimento più profondo: proprio allora, però, Thelma scopre di avere dei poteri inquietanti e incontrollabili, legati a un terribile segreto del suo passato...

JOACHIM TRIER – IL REGISTA Nato a Oslo nel 1974, Joachim Trier si è formato con Mike Leigh e Sephen Frears alla National Film and Television School di Londra. Nel 2006 esordisce nel lungometraggio con Reprise, per il quale riceve diversi riconoscimenti e lo lancia come uno dei più interessanti registi europei della sua generazione. Il suo film successivo, Oslo, 31 August (2011) è presentato in anteprima a Cannes nella sezione Un Certain Regard e ottiene un grande successo di pubblico e di critica, aprendogli la strada per la produzione in inglese del suo film successivo, Segreti di famiglia, con Isabelle Huppert e Jesse Eisenberg (lo trovate in DVD e On Demand a questo LINK)

INFLUENZE: DA CRONENBERG A STEPHEN KING, DA HITCHCOCK AI MITI GRECI

Per questa fiaba nera ambientata in terre scandinave, Trier ha tratto ispirazione da un humus cinematografico e letterario molto variegato. Cronenberg ed il suo La zona morta, primo tra tutti, per come affronta una tematica molto umana in un contesto soprannaturale. Ma anche alcuni gialli italiani anni ’70, che racconta aver riscoperto, durante la lavorazione del film, insieme all’amico e sceneggiatore Eskil Vogt: “Quello che ci ha colpito è il modo in cui questi film riescono a toccare temi universali attraverso il cinema di genere.”  Per l’analogia invece con il destino tragico dell’eroina, che tende a negare un destino che finisce per travolgerla, come succede a molti personaggi femminili nei miti greci, Trier individua come fonti d’ispirazione Marnie e La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock e due romanzi di Stephen King come Carrie e Incendiaria. Aggiungiamo anche che durante la post-produzione del film il regista stava lavorando ad un documentario su Edvard Munch, il celeberrimo pittore norvegese autore de L’Urlo: i suoi quadri, secondo il regista, non parlano solo dell’angoscia della vita, ma anche della bellezza e della sensualità della cultura scandinava, temi che hanno un rapporto molto stretto con il passaggio all’età adulta e che quindi sono molto in contatto con il personaggio di Thelma.

EILI HARBOETHELMA

“La prima volta che ho incontrato Eili è stato chiaro fin da subito che si trattava di un talento fuori dal comune. Quel misto di maturità e innocenza di cui è capace era perfetto per mostrare il viaggio del personaggio verso l’età adulta.”  Trier aveva solo un dubbio: se la ragazza sarebbe stata in grado di sostenere l’enorme pressione fisica del ruolo, tra nuoto in apnea, serpenti, ed i violenti spasmi generati dalle sue crisi. Ma Eili è stata più che all’altezza: non ha voluto usare quasi mai controfigure e si è spinta al limite sul piano fisico per fedeltà nei confronti del suo personaggio.

KAYA WILKINS – ANJA

Modella e musicista per metà norvegese e per metà americana, Kaja ha fatto da supporter ad artisti come PJ Harvey ed i Massive Attack. Thelma è il suo primo film. Racconta Trier: “Si è rivelata un’interprete notevole e la chimica tra le due protagoniste funziona alla perfezione. È una di quelle persone a cui sembra riesca tutto facilmente.”

JAZZ TAKES

Il regista racconta di aver sperimentato insieme agli attori una tecnica originale di recitazione, che ama definire JAZZ TAKES, che ha come scopo quello di creare dei personaggi più complessi e ricchi di sfumature. Dopo aver preparato una versione iniziale del copione, infatti, Trier l’ha modificata insieme agli attori prima delle riprese, e dopo aver girato molte scene, provava con loro una ulteriore terza versione in cui erano liberi di improvvisare. Eili, in particolare, usava una tecnica particolare  per calarsi in uno stato di alterazione, per poi recitare nascondendolo, in modo che dal suo volto e dal suo corpo trasparisse comunque una palpabile tensione interiore. 

 

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