Parliamo tanto di lui: 5 cose da sapere su Cesare Zavattini

Un piccolo excursus sulla carriera di Cesare Zavattini in occasione dell'uscita in DVD di Mondo Za 

Parliamo tanto di lui: 5 cose da sapere su Cesare Zavattini

news del 12/06/2018

In occasione dell’uscita in DVD e Digital Download di Mondo Za di Gianfranco Pannone ( nel catalogo CG anche il suo Latina/Littoria, premiato come miglior film documentario al Torino Film Festival), un viaggio nella Bassa reggiana che ha dato i natali a Cesare Zavattini,  ripercorriamo la vita e la carriera artistica di uno degli autori più rappresentativi del ‘900 italiano.

“Oggi le tracce di Zavattini le puoi trovare qua e là nella Bassa. In un vecchio e solitario pittore naif che sembra uscito da un racconto dello stesso scrittore luzzarese, come in un ragazzo africano emigrato con la famiglia da queste parti, che in inglese (ma senza tralasciare il dialetto locale) rappa versi e pensieri del grande Za. E sullo sfondo vaga il fantasma di Ligabue, il pittore svizzero che finì da queste parti e che, vivendo come un clochard nella boscaglia fuori il paese di Gualtieri, con la sua arte trasformò la Bassa in un'Africa lussureggiante. Cose così accadono in questa terra di confine, fuori piatta e monotona, dentro inquieta è mai doma. E Zavattini sorveglia su tutto e su tutti, come un padre bambino sempre vicino agli umili.”

Neo- Realismo

La carriera nel cinema del già giornalista e scrittore Cesare Zavattini trova il suo compimento nell’ incontro con Vittorio De Sica, con cui scriverà la sceneggiatura di  I bambini ci guardano (corre l’anno 1943). E’ l’inizio di un sodalizio durato circa 20 film  che ha dato vita ai capisaldi del neorealismo cinematografico italiano: classici come Sciuscià, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano (tratto dal racconto Totò il buono, dello stesso Zavattini) fino ad Umberto D e oltre; Zavattini trova in De Sica l’artefice ideale di un’idea condivisa di cinema lontana dalle logiche narrative commerciali, tendente a fondersi con la realtà contemporanea che, soprattutto nel dopoguerra della ricostruzione, sembra ai due urgente raccontare in maniera più verosimile possibile, concedendosi qualche divagazione Naïves nella poesia fiabesca.

Paul Strand

Nel 1952 Zavattini realizzò un progetto originalissimo insieme al celebre fotografo statunitense Paul Strand: l’idea è quella di raccontare tramite le immagini le storie e le vite degli umili di un paese italiano, il luogo natale di Zavattini, la Luzzara protagonista di Mondo Za, immersa nella pianura padana. Il risultato è uno dei primi libri fotografici italiani, considerato ancora oggi un classico, che fu edito da Einaudi nel 1955 con il titolo Un paese.

Naïves

Grande ammiratore di Antonio Ligabue, il pittore clochard di origini svizzere naturalizzato a Luzzara (a lui ha dedicato anche una poemetto dal titolo Toni Ligabue) Zavattini, che nonostante vivesse a Roma è sempre rimasto molto legato al suo paese di origine, istituì nel 1967 il Premio dei Premio dei Naïfs e diede origine al primo e unico Museo Nazionale delle Arti Naïves a Suzzara. Gianfranco Pannone in Mondo Za ci guida alla scoperta delle opere di Ligabue e di questo innovativo centro per l’arte contemporanea sperduto nella bassa reggiana.

Voi ed io, punto a capo

Zavattini, tra le sue numerose attività, vanta anche quella di autore e conduttore radiofonico. Nel 1976 accettò l’invito da parte di Radio Rai a condurre una trasmissione di varia attualità, dal titolo Voi ed io, punto a capo, e andò in onda per 20 puntate dalla sua casa di Roma. Il 25 ottobre 1976 scandalizzò tutti, anche il giovane regista, un insolito Beppe Grillo, annunciando che avrebbe pronunciato una parola che nessuno si era mai permesso di dire in radio. Dopo un lungo silenzio scandì: “Cazzo.”

Zavattini fumettista

Pochi sanno, anche perché lo stesso Zavattini tendeva a non firmarsi, per “pudore, discutibile, di letterato” che Zavattini è stato anche un prolifico soggettista di fumetti. Con le sue idee aveva iniziato a contribuire già nel 1936 quando lavorava come direttore editoriale della Disney Mondadori. Negli anni successivi, che erano quelli più serrati del regime, Zavattini riusciva a eludere i canoni patriottici del regime nascondendosi dietro storie naïves che parlavano velatamente di pacifismo, solidarietà tra gli esseri umani e resistenza. Da ricordare la serie fantascientifica dedicata a Saturno, ma anche Zorro nelle metropoli, una critica allo sfruttamento sul lavoro, pubblicato sulle pagine di Paperino e Un uomo contro il mondo, sempre di genere fantascientifico, il primo lavoro a portare la firma di Cesare Zavattini.

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